Verso Europa 2020, Eurostat: occupazione UE in crescita nel 2017

Cresce l’occupazione in Europa: 72,2% nel 2017 rispetto al 71% dell’anno precedente. L’obiettivo è di arrivare al 75% secondo la strategia Europa 2020. In un comunicato stampa rilasciato lo scorso 20 aprile, l’Eurostat ha diffuso i risultati degli studi sull’occupazione svolti nel 2017. I dati relativi allo scorso anno evidenziano una crescita nel tasso di occupazione delle persone di età compresa tra i 20 ei 64 anni nell’Unione Europea: il 2017 ha confermato il trend degli anni recenti mostrando un aumento dell’1,1%, confermando un dato finale del 72,2%. Ma per l’Italia si registra solo un 62,3%.

Una crescita diffusa, ma l’Italia rimane indietro

Rispetto al 2016, il 2017 ha mostrato una crescita diffusa in tutti paesi membri dell’Unione, con la singola eccezione della Danimarca, in cui il tasso di occupazione è diminuito dello 0,5% attestandosi comunque su di un valore di 76,9%. I paesi che hanno mostrato la crescita più ampia sono invece: Bulgaria (+3.6%), Slovenia (+3.3%), Portogallo (+2.8%), Romania (+2.5%), Croazia (+2.2%) ed Estonia (+2.1%).

Uno degli obiettivi principali della strategia di sviluppo Europa 2020 è quello raggiungere un tasso di occupazione totale per le persone di età compresa tra 20 e 64 anni di almeno il 75% nell’UE entro il 2020.  Un terzo dei Paesi Membri ha già raggiunto il proprio obiettivo, che varia in base alle condizioni specifiche di ogni paese: Svezia (81.8%), Germania (79.2%), Estonia (78.7%), Repubblica Ceca (78.5%), Lituania (76.0%), Irlanda (73%), Croazia (63.6%), Lettonia (74.8%) e Malta (71.4%). Altri paesi, come Grecia (57,8%), Italia (62,3%) e Spagna (65,6%), si trovano ancora in condizioni difficili nonostante il trend di crescita.

Il gender gap occupazionale rimane ampio

I dati del 2017 mostrano come la differenza, relativa al tasso di occupazione, tra uomini e donne rimane una problematica da affrontare all’interno di tutti i paesi dell’Unione nonostante alcuni di questi mostrino dati più incoraggianti di altri.

La Lituania si pone in vetta alla classifica con una differenza di appena 1% (75.5% per gli uomini e 74.5% per le donne). Altri dati positivi vengono registrati in Finlandia (3.5%), Svezia (4%) e Lettonia (4.3%). I paesi in cui invece la differenza rimane più alta sono Malta (26.1%), Italia (19.8%) e Grecia (19.7%). La differenza totale, nell’area UE, rimane dell’11.5%, con un tasso di occupazione per gli uomini del 78% e del 66.5% per le donne.

Grande crescita per i cittadini tra i 55 e i 64 anni

La crescita più netta è però quella relativa al tasso di occupazione dei cittadini tra i 55 e 64 anni che, dal 38.4% del 2002, passano al 57.1% del 2017. In questo caso la crescita per le donne è stata superiore a quella degli uomini, e il gap di genere si è ridotto dal 19.1% del 2002 al 12.8% del 2017.

Nonostante i dati, anche per questa categoria di cittadini, siano diffusi in tutti gli Stati membri, i risultati migliori vengono da Svezia (76.4%), Germania (70.1%), Danimarca (68.9%) ed Estonia (68.1%) mentre meno positivi appaiono i dati provenienti da Grecia (38.3%), Lussemburgo (39.8%), Croazia (40.3%) e Slovenia (42.7%).