SURE: lo Strumento europeo per il contrasto alla disoccupazione durante l’emergenza

cassa integrazione

SURE: la “cassa integrazione europea” approvata dalla Commissione e dal Consiglio durante il primo lockdown ha distribuito quasi 95 miliardi di euro agli Stati Membri per mitigare la riduzione dell’orario lavorativo

SURE è lo strumento temporaneo europeo approvato dalla Commissione e dal Consiglio durante il primo lockdown per supportare gli Stati Membri nella protezione dei posti di lavoro messi a rischio dall’attuale crisi pandemica. In sostanza, si tratta della “cassa integrazione europea” che ha distribuito quasi 95 miliardi di euro agli Stati Membri per mitigare la riduzione dell’orario lavorativo.

Ha già fornito assistenza finanziaria per un totale di 100 miliardi di euro sotto forma di prestiti concessi dall’UE agli Stati Membri a condizioni favorevoli. Questi prestiti sono richiesti dai Paesi che devono affrontare i continui aumenti della spesa pubblica per il mantenimento dell’occupazione dei propri cittadini. Nello specifico, concorreranno a coprire i costi direttamente connessi all’istituzione o all’estensione di regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo e di altre misure analoghe per i lavoratori autonomi introdotte in risposta all’attuale pandemia di coronavirus.

Lo strumento si inserisce in un più ampio programma per la ripresa, che ora è basato su quattro pilastri principali: il Programma per la ripresa economica (Recovery fund), il MES per gli Stati, la BEI per le imprese e SURE per i lavoratori.

Per fornire agli Stati assistenza finanziaria, la Commissione ha raccolto fondi sui mercati internazionali dei capitali per conto dell’UE. I prestiti concessi a titolo di SURE sono sostenuti dal bilancio europeo e dalle garanzie fornite dagli Stati membri in funzione della loro quota nell’Reddito Nazionale Lordo dell’Unione. L’importo totale delle garanzie è di 25 miliardi di euro. Il 22 settembre gli Stati membri hanno fornito le loro garanzie, e ciò ha segnato l’avvio dell’operatività di SURE fino al 31 dicembre 2022. Su proposta della Commissione, il Consiglio può decidere di prorogare il periodo di disponibilità dello strumento, ogni volta per un periodo supplementare di 6 mesi, qualora persistano gravi perturbazioni economiche causate dalla pandemia di Covid-19.

Finora la Commissione ha proposto la concessione di prestiti per un totale di 94,3 miliardi a favore di 19 Stati membri, di cui 90,3 miliardi già autorizzati a beneficio di 18 paesi UE. Di questi, l’Italia è di gran lunga il maggiore beneficiario del programma, con prestiti autorizzati e in via di erogazione per un totale di 27,4 miliardi di euro.

I finanziamenti richiesti dal nostro paese nell’ambito del programma SURE contribuiscono a coprire le spese di una serie di misure anticrisi adottate dal Governo, tra cui la cassa integrazione per tutti i lavoratori dipendenti e le indennità per lavoratori autonomi di vario tipo.

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