She Figures 2021: nonostante i buoni risultati, continuare a lavorare per il raggiungimento di una parità di genere definitiva

she figures 2021

Stando ai dati raccolti dalla relazione della Commissione europea pubblicata ieri: She Figures 2021, il numero di studentesse che negli ultimi anni hanno conseguito una laurea di primo livello, una laurea magistrale o un dottorato è andato in costante crescita. La relazione si occupa dal 2003 di monitorare i progressi fatti in ambito di parità di genere nell’Unione Europea e al di fuori di essa.

In media, per quanto concerne la laurea di primo livello e la laurea magistrale sono in maggior numero le studentesse degli studenti, mentre vi è solo un leggera maggioranza di uomini nei dottorati. La situazione cambia se si guarda i singoli campi di studio o se si considerano altri settori accademici. Le ricercatrici costituiscono solo un terzo del totale e tra i professori ordinari le donne rappresentano solo il 26% della categoria. Inoltre, per le donne, la probabilità di essere assunte come scienziate e ingegneri è nettamente minore e vi è una loro significativa sottorappresentazione anche nel campo dell’ingegnerie, delle scienze e delle TIC.

“La diminuzione del divario di genere è un’ottima notizia. Ci stiamo muovendo nella giusta direzione. Nel campo della parità di genere, però, si può e si deve sempre fare di più. Per questo, nonostante i buoni risultati, è importante non abbassare la guardia e continuare a lavorare per il raggiungimento di una parità definitiva. L’aumento delle studentesse che conseguono un titolo di studio universitario, anche in settori che fin troppo a lungo sono rimasti appannaggio degli uomini, deve essere accompagnato dall’effettiva parità in termini di opportunità di assunzione e trattamento retributivo”, ha affermato in merito alla relazione il Presidente di Progeu Dario Noschese, che ha aggiunto: “l’obiettivo deve essere il superamento di correttivi imposti dall’alto, come ad esempio le quote rosa o gli sgravi per le aziende che assumono le donne, puntando invece a creare e consolidare tra le persone una cultura e ed un approccio al mondo del lavoro in cui uomini e donne se la giochino alla pari secondo princìpi di equità e merito. Da questo punto di vista la politica ha certamente un ruolo di indirizzo fondamentale, ma affinché il cambiamento sia reale occorre soprattutto fare attenzione a creare le condizioni all’interno della società, tramite l’ascolto, il dialogo, l’educazione, l’informazione e la sensibilizzazione.”