Rafforzare lo spazio Schengen: Bulgaria, Romania e Croazia sono pronte alla piena adesione

Schengen

La Commissione ha invitato il Consiglio ad adottare senza ulteriori indugi le decisioni necessarie per consentire alla Bulgaria, alla Romania e alla Croazia di partecipare pienamente allo spazio Schengen. In una comunicazione, la Commissione fa il punto sui validi risultati ottenuti dai tre Stati membri nell’applicazione delle norme Schengen.

Da anni questi Stati contribuiscono in modo significativo al buon funzionamento dello spazio Schengen: lo hanno fatto, in particolare, durante la pandemia e più di recente di fronte alle conseguenze senza precedenti della guerra in Ucraina. Sebbene siano già parzialmente vincolati dalle norme Schengen, i tre paesi non beneficiano pienamente dei vantaggi derivanti dall’appartenenza allo spazio Schengen, in quanto sono ancora soggetti ai controlli alle frontiere interne. Aderire a pieno titolo allo spazio Schengen è un requisito per questi Stati membri, che dovrebbero pertanto essere autorizzati a farlo in quanto soddisfano le condizioni necessarie.

Uno spazio Schengen allargato renderà l’Europa più sicura — rafforzando la protezione delle nostre frontiere esterne comuni e rendendo più efficace la cooperazione di polizia — più prospera — eliminando gli sprechi di tempo alle frontiere e facilitando i contatti tra persone e imprese — e più attraente — ampliando notevolmente quello che è il più grande spazio comune al mondo senza controlli alle frontiere interne.

Bulgaria, Romania e Croazia

La Bulgaria ha messo in atto una solida gestione delle frontiere, con una sorveglianza di frontiera efficiente e verifiche di frontiera sistematiche. La lotta contro la criminalità transfrontaliera è affrontata in via prioritaria attraverso la cooperazione internazionale di polizia, anche con Europol. Il sistema d’informazione Schengen è ben consolidato. La Bulgaria ha inoltre dimostrato di disporre delle strutture necessarie per garantire il rispetto dei diritti fondamentali, assicurando l’accesso alla protezione internazionale e rispettando il principio di non respingimento.

La Romania attua una gestione delle frontiere rigorosa ed efficiente, comprendente la sorveglianza di frontiera e verifiche di frontiera sistematiche, e la cooperazione internazionale di polizia. Combatte attivamente contro la migrazione irregolare e la tratta di esseri umani, settori considerati prioritari. Il sistema d’informazione Schengen è ben consolidato. Per quanto riguarda il rispetto dei diritti fondamentali, la Romania dispone di strutture efficaci per garantire l’accesso alla protezione internazionale nel rispetto del principio di non respingimento.

La Bulgaria e la Romania hanno completato con successo il processo di valutazione Schengen nel 2011. Il Consiglio ha riconosciuto il completamento del processo di valutazione in due conclusioni distinte, ma per oltre 11 anni non ha preso alcuna decisione sulla soppressione delle frontiere interne. Considerato il tempo trascorso, al fine di rafforzare la fiducia reciproca e nel riconoscimento dello sviluppo delle norme Schengen dal 2011, nel marzo 2022 la Bulgaria e la Romania hanno rilasciato una dichiarazione comune in sede di Consiglio. I due paesi hanno invitato un gruppo di esperti su base volontaria, con il coordinamento della Commissione, a esaminare l’applicazione degli ultimi sviluppi delle norme Schengen.

La missione di accertamento dei fatti su base volontaria, svoltasi nell’ottobre 2022, ha confermato che la Bulgaria e la Romania non solo hanno continuato ad attuare le nuove norme e i nuovi strumenti, ma hanno anche notevolmente rafforzato l’applicazione complessiva dell’architettura Schengen in tutte le sue dimensioni. I due paesi hanno inoltre dimostrato risultati esemplari nell’attuazione delle norme Schengen.

Nel dicembre 2021 il Consiglio ha confermato che la Croazia aveva soddisfatto le condizioni richieste per aderire allo spazio Schengen senza controlli alle frontiere interne. Il processo di valutazione si è svolto dal 2016 al 2020, con una visita di verifica mirata nel 2020 volta a esaminare l’attuazione delle misure nella gestione delle frontiere esterne. La Croazia si è impegnata a fondo per garantire il rispetto degli obblighi in materia di diritti fondamentali nei controlli alle frontiere esterne.

Nel giugno 2021, in particolare, la Croazia ha istituito un meccanismo che provvede al monitoraggio indipendente dei diritti umani nelle operazioni di frontiera che coinvolgono migranti e richiedenti asilo. Il meccanismo, a cui partecipano direttamente i portatori di interessi croati, è guidato da un comitato consultivo indipendente. La Croazia è stata il primo Stato membro ad attuare un meccanismo di questo tipo. Il 4 novembre 2022 è stato firmato un nuovo accordo che estende e rafforza il meccanismo di monitoraggio indipendente, rispecchiando pienamente tutte le raccomandazioni formulate dal comitato consultivo il 27 ottobre 2022.

Prossime tappe per l’ingresso in Schengen

Sotto la guida della presidenza ceca, l’8 dicembre il Consiglio Giustizia e affari interni voterà sulla piena adesione della Bulgaria, della Romania e della Croazia allo spazio Schengen senza controlli alle frontiere interne.

Contesto

Lo spazio Schengen, il più ampio spazio di libera circolazione al mondo, comprende attualmente 22 paesi dell’UE (Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) e 4 paesi associati non appartenenti all’UE (Norvegia, Islanda, Svizzera e Liechtenstein). L’Irlanda mantiene una clausola di non partecipazione all’abolizione dei controlli alle frontiere interne.

I paesi che desiderano aderire allo spazio Schengen sono soggetti a una serie di valutazioni Schengen intese ad appurare se soddisfino le condizioni necessarie per l’applicazione delle norme Schengen. Quando le missioni di valutazione Schengen confermano che lo Stato membro è pronto ad aderire allo spazio senza controlli alle frontiere interne. Per questo è necessaria l’approvazione unanime di tutti gli altri Stati membri che applicano integralmente l’acquis di Schengen. Anche il Parlamento europeo deve esprimere il suo consenso.

Il 10 novembre 2022 il Parlamento europeo ha espresso parere positivo sul progetto di decisione del Consiglio relativo alla piena applicazione dell’acquis di Schengen in Croazia. Il 18 ottobre 2022 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione in cui invita il Consiglio a consentire alla Romania e alla Bulgaria di aderire allo spazio Schengen. 

Fonte: Commissione europea