Quadro europeo di valutazione dell’innovazione 2018: l’UE ricca di talenti ma deve impegnarsi di più

Aumenta il rendimento innovativo europeo (+5,8% dal 2010). Diffusione banda larga, risorse umane e sistemi di ricerca attrattivi, specialmente mediante co-pubblicazioni internazionali, sono i settori in cui si sono registrati i miglioramenti più significativi. A livello mondiale l’Europa sta recuperando il ritardo nei confronti di Canada, Giappone e Stati Uniti e mantiene il proprio vantaggio sulla Cina, ma questo è in rapido calo a causa di un tasso di incremento del rendimento innovativo cinese superiore di quasi tre volte a quello del Vecchio Continente. Sono i principali risultati del Quadro europeo di valutazione dell’innovazione 2018. Ogni anno la Commissione europea pubblica una valutazione comparativa del rendimento innovativo degli Stati membri e confronta tale rendimento con quello dei concorrenti internazionali.

La valutazione si basa su 27 indicatori, distinti in 10 dimensioni innovative all’interno di 4 categorie:
1. Condizioni quadro: individua i principali motori del rendimento innovativo all’esterno delle aziende e comprende tre dimensioni dell’innovazione: Risorse umane, Sistemi di ricerca attraenti e Ambiente favorevole all’innovazione;
2. Investimenti: individua gli investimenti pubblici e privati nella ricerca e nell’innovazione e si articola in due dimensioni: Finanziamenti e aiuti e Investimenti delle aziende;
3. Attività di innovazione: concerne le attività innovative a livello di azienda, raggruppate in tre dimensioni dell’innovazione: Innovatori, Collegamenti e Attivi intellettuali;
4. Effetti: descrive gli effetti delle attività di innovazione delle aziende articolandoli in due dimensioni dell’innovazione: Effetti sull’occupazione ed Effetti sulle vendite.

La classifica per paese si suddivide in 4 gruppi: Innovatori Avanzati, Innovatori Forti, Innovatori Moderati e Innovatori Modesti. L’Italia si posiziona tra i Moderati, sotto la media europea. Svezia, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Regno Unito e Lussemburgo sono i Paesi leader, mentre in fondo alla classifica troviamo Romania e Bulgaria. Non è stata raggiunta alcuna convergenza tra i paesi dell’UE con rendimenti inferiori e quelli con i migliori risultati. Dal 2010 il rendimento innovativo è aumentato in 18 paesi dell’UE ed è diminuito in 10 paesi dell’Unione. L’aumento maggiore è stato osservato in Lituania, a Malta, nei Paesi Bassi e nel Regno Unito, mentre il calo più marcato è stato registrato a Cipro e in Romania.

Il livello di spesa pubblica per ricerca e sviluppo in percentuale del PIL rimane al di sotto di quello registrato nel 2010. Ma la nota europea sottolinea che nel corso dei prossimi due anni il rendimento innovativo dell’UE nel suo insieme dovrebbe aumentare del 6%. “La nuova agenda per la ricerca e l’innovazione definisce una serie di misure atte a rendere l’Europa leader mondiale dell’innovazione – ha detto Carlos Moedas, Commissario per la Ricerca, la scienza e l’innovazione– Le nostre proposte per Orizzonte Europa, il prossimo programma di ricerca e innovazione dell’UE, permetteranno di accelerare l’innovazione lungo l’intera catena del valore e di individuare e potenziare le innovazioni rivoluzionarie.” La proposta della Commissione UE pone infatti Orizzonte Europa tra le sue priorità con una dotazione di 100 miliardi di euro per il periodo 2021-2027.

Per migliorare le performance in tema di innovazione le proposte UE dovranno guardare soprattutto ai punti deboli del continente: le imprese europee spendono meno delle loro concorrenti, mancano le competenze digitali tra i lavoratori, gli investimenti pubblici in tutta l’UE sono inferiori all’obiettivo del 3% del PIL e permangono differenze regionali a livello di intensità di ricerca e sviluppo, a favore dell’Europa occidentale.