L’UE e la lotta alla criminalità organizzata

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La criminalità organizzata nell’UE si compone di una grande varietà di attività criminali. Nel 2017 l’Unione Europea ha adottato il Piano Quadriennale per la Lotta alla Criminalità organizzata e alle forme gravi di criminalità, conosciuto come “Ciclo Programmatico dell’UE” che rimarrà in vigore per tutto il 2021. Il Ciclo Programmatico è una metodologia adottata per la prima volta nel 2010 dall’UE con lo scopo di affrontare le principali minacce della criminalità che colpiscono l’UE. Ogni ciclo ha una durata di quattro anni ed ottimizza il coordinamento e la cooperazione su una selezione di priorità in materia di criminalità.

Le priorità del Ciclo Programmatico dell’UE

Per il periodo 2018-2021 il Consiglio ha adottato 10 priorità basate sulle raccomandazioni presenti nella valutazione della minaccia rappresentata della criminalità organizzata e dalle forme gravi di criminalità (SOCTA UE) preparata da Europol che è l’agenzia di contrasto dell’UE e che assiste i 27 Stati membri dell’UE nella loro lotta contro i reati gravi internazionali e il terrorismo.

  1. Cibercriminalità – Ogni anno a livello mondiale si registrano perdite per 400 miliardi di euro a causa di attacchi informatici, per tale ragione l’UE si impegna a potenziare le azioni per la lotta alla cibercriminlaità;
  2. Traffico di stupefacenti-Gli stupefacenti sono tra i mercati più redditizi delle organizzazioni criminali in UE;
  3. Favoreggiamento dell’immigrazione illegale nell’UE– Circa il 90% dei migranti giunge in Europa pagando trafficanti di esseri umani;
  4. Furti e furti con scasso organizzati – l’obiettivo dell’UE è smantellare i gruppi criminali internazionali che sfruttano la mancanza di strumenti di sorveglianza transfrontaliera;
  5. Tratta degli esseri umani – l’UE si pone l’obiettivo di combattere la tratta delle persone in particolar modo lo sfruttamento sessuale, sfruttamento lavorativo e tutte le forme di tratta di minori;
  6. Frode in materia di accise e fronde intracomunitaria dell’operatore inadempiente – Ogni anno circa 60 miliardi di euro vengono rubati da gruppi criminali che sfruttano il modo in cui l’IVA è trattata in operazioni transfrontaliere.
  7. Traffico di armi da fuoco – l’UE mira a smantellare le organizzazioni criminali che trafficano, distribuiscono e utilizzano le alme da fuoco;
  8. Criminalità ambientali – l’UE ha deciso di concentrare la lotta relativa allo smantellamento delle organizzazioni criminali implicate nel traffico illegale e la lotta a coloro che sono coinvolti nel traffico illecito dei rifiuti;
  9. Fondi di origine illegale – poiché il profitto delle organizzazioni criminali deriva dal riciclaggio di denaro, l’UE intende confiscare i profitti generati dal riciclaggio, combattere le imprese che offrono servizi di riciclaggio e contrastare le organizzazioni che ricorrono a nuovi metodi di pagamenti per riciclare denaro illegale;
  10. Falso documentale – l’UE intende  combattere le organizzazioni criminali implicate nella produzione di documenti falsi soprattutto in materia di protezione e gestione delle frontiere e del fenomeno migratorio.

Le fasi del Ciclo Programmatico dell’UE

Il Ciclo Programmatico dell’UE 2018-2021 è suddivisio in quattro fasi.

Fase 1: Valutazione delle minacce criminali che gravano sull’UE

Fase 2: Adozione delle priorità dell’UE in materia di lotta alla criminalità organizzata per il 2018-2021

Fase 3: Attuazione e monitoraggio

Fase 4: Valutazione

A che punto siamo?

Secondo il monitoraggio dei dati fatto a giugno 2020 si evidenzia che:

  • più di 8.000 criminali sono stati arrestati;
  • più di 1.400 vittime del traffico di esseri umani e della pornografia infantile online sono state identificate;
  • più di 400 milioni di euro di frodi a danno degli interessi dell’UE sono stati e sono state sequestrate 75 tonnellate di droga;
  • più di 72 milioni di euro di beni criminali sono stati congelati e sequestrati.

I dati appena elencati confermano l’importanza della politica e la necessità che essa venga rinnovata per i prossimi quattro anni.

A dicembre 2020 si è aggiunto l’ultimo tassello del Ciclo, l’approvazione della strategia dell’UE in materia di droga per il periodo 2021-2025,  che definisce il quadro politico e le priorità dell’UE e mira a garantire un elevato livello di promozione della salute, stabilità sociale e sicurezza e a contribuire alla sensibilizzazione del pubblico.

Tramite la strategia, l’UE e i suoi Stati membri confermamo il loro impegno nel contrasto alla droga nonché nella salvaguardia dei diritti umani. Contemporaneamente, la strategia fa tesoro degli insegnamenti tratti dall’impatto della crisi COVID-19 nel settore della droga e adotta un approccio orientato al futuro, promuovendo la ricerca, l’innovazione e la previsione per rispondere in modo più efficace alle crescenti sfide e anticiparle.

I settori d’intervento e i temi trasversali della Politica Europea in materia di droga 2021-2025

I settori di interventi sono:

Riduzione dell’offerta di droga: Rafforzare la sicurezza” che affronta gli aspetti legati al mercato delle droghe illecite e comprende la prevenzione, la dissuasione e il perturbamento dell’attività criminale connessa alla droga, in particolare della criminalità organizzata, mediante la cooperazione tra le autorità giudiziarie e di contrasto, l’intelligence, i divieti, la confisca dei proventi di reato, le indagini e la gestione delle frontiere.

“Riduzione della domanda di droga” che consiste in una serie di misure che si rafforzano reciprocamente, tra cui la prevenzione, l’individuazione precoce e l’intervento tempestivo, la consulenza, il trattamento, la riabilitazione, il reinserimento sociale e il recupero.

“Danni connessi alla droga” che comprende misure e politiche volte a prevenire o ridurre i possibili rischi e danni sanitari e sociali per gli utilizzatori e la società, anche in ambito carcerario.

La strategia individua anche tre temi trasversali a sostegno dei settori di intervento.

  • Cooperazione internazionale: rafforzare il ruolo dell’UE che ricopre il ruolo di mediatore mondiale in materia di droga incentrata sulle persone e orientata ai diritti umani.
  • Ricerca, innovazione e previsione: dotare l’UE e i suoi Stati membri delle capacità globali di ricerca e previsione necessarie ad affrontare le sfide in materia di droga in modo più agile e proattivo, migliorando la preparazione per rispondere alle sfide future
  • Coordinamento, governance e attuazione: garantire un’attuazione ottimale della strategia, anche tramite l’azione chiave dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) e di Europol, coinvolgendo la società civile e fornendo risorse adeguate sia a livello nazionale che dell’UE per conseguire tale obiettivo

In conclusione, se da un lato il 2021 è l’ultimo anno del Ciclo Programmatico dell’UE di cui l’intera comunità europea attende gli ultimi report di valutazione e rimane in attesa del suo rinnovo, dall’altro è l’anno di avvio della nuova strategia in materia di droga, di cui ci si augura di raggiungerne gli obiettivi.

Per ulteriori approfondimenti:

https://www.consilium.europa.eu/it/policies/eu-fight-against-organised-crime-2018-2021/

https://www.consilium.europa.eu/media/37348/20185274_qc0418775itn_pdf.pdf