L’UE diffonde la sua prima tecnologia quantistica in 6 siti europei

Europei

L’impresa comune per il calcolo ad alte prestazioni europeo (EuroHPC) ha annunciato la selezione di 6 siti che ospiteranno i primi computer quantistici europei: saranno situati in Cechia, Germania, Spagna, Francia, Italia e Polonia. I computer quantistici verranno integrati in loco nei supercomputer esistenti e formeranno così un’ampia rete che si estenderà su tutta l’Europa. L’investimento totale previsto ammonta a oltre 100 milioni di euro, una metà dei quali proviene dall’UE e l’altra metà dai 17 paesi che partecipano all’EuroHPC. Ricercatori accademici e operatori dell’industria, ovunque si trovino in Europa, saranno ora in grado di accedere a questi 6 computer quantistici basati su tecnologie europee all’avanguardia.

I nuovi computer quantistici risponderanno inoltre alla crescente domanda di risorse per il calcolo quantistico e di potenziali nuovi servizi da parte dell’industria e del mondo accademico europei. Nel giro di poche ore saranno in grado di risolvere problemi complessi relativi a settori quali la salute, il cambiamento climatico, la logistica o il consumo di energia, rispetto ai mesi e agli anni richiesti dai sistemi attuali, e lo faranno consumando molta meno energia.

Si prevede che i nuovi computer quantistici saranno disponibili nei 6 siti indicati entro la seconda metà del 2023. Sosterranno un’ampia gamma di applicazioni di rilevanza industriale, scientifica e sociale per l’Europa:

  • lo sviluppo molto più rapido ed efficiente di nuove medicine, grazie alla creazione di un “gemello digitale” di un corpo umano su cui ad esempio condurre sperimentazioni virtuali di farmaci;
  • la risoluzione di complessi problemi di logistica e di programmazione per aiutare le imprese a risparmiare tempo e carburante;
  • lo sviluppo e la possibilità di testare in un ambiente virtuale nuovi materiali come polimeri per aerei, convertitori catalitici per automobili, celle solari o superconduttori a temperatura ambiente in grado di immagazzinare energia a tempo indeterminato.

Questi nuovi computer quantistici ci avvicinano al raggiungimento dei nostri obiettivi per il decennio digitale, vale a dire disporre del nostro primo computer con accelerazione quantistica entro il 2025 ed essere all’avanguardia in termini di capacità quantistiche entro il 2030.

Si tratta di un’iniziativa europea in tutto e per tutto: le macchine saranno costituite interamente da hardware e software europei per sfruttare la tecnologia europea sviluppata nell’ambito delle iniziative quantistiche finanziate dall’UE, dei programmi di ricerca nazionali e degli investimenti privati.

Prossime tappe

L’annuncio odierno si inserisce in un impegno di più ampio respiro dell’UE, che si sta adoperando per integrare i computer e i simulatori quantistici europei come acceleratori nell’infrastruttura di supercalcolo. In futuro saranno inoltre acquistati più computer quantistici. Per sviluppare ulteriormente il calcolo quantistico e più specificamente il software quantistico, la Commissione prevede di istituire centri di eccellenza per la scienza e l’industria incentrati su casi di utilizzo sia accademico sia industriale di computer e simulatori quantistici.

Questi centri, rivolti a tutti gli appartenenti al settore dell’industria e al mondo accademico, come pure alla più ampia comunità di utenti della tecnologia quantistica, saranno un punto di riferimento per le applicazioni quantistiche accademiche e industriali e forniranno alle organizzazioni europee servizi, sostegno e librerie con modalità simili a quelle impiegate attualmente per i centri di eccellenza per il calcolo ad alte prestazioni.

I contesti europei

I 17 paesi europei partecipanti all’iniziativa quantistica EuroHPC sono: Belgio, Cechia, Danimarca, Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Finlandia, Svezia e Norvegia.

Impresa comune per il calcolo ad alte prestazioni europeo

L’impresa comune per il calcolo ad alte prestazioni europeo (EuroHPC) è un’entità giuridica e finanziaria creata nel 2018 per permettere all’UE e ai paesi partecipanti alla EuroHPC di coordinare i loro sforzi e mettere in comune le risorse con l’obiettivo di fare dell’Europa un leader mondiale del supercalcolo. Nel luglio 2021 il Consiglio ha adottato il regolamento EuroHPC, con un ulteriore investimento di 7 miliardi di euro. 

L’EuroHPC ha già finanziato il progetto ibrido per il calcolo ad alte prestazioni e il simulatore quantistico (HPCQS), iniziato alla fine del 2021. Il progetto mira a integrare 2 simulatori quantistici, ognuno dei quali controlla circa 100+ bit quantistici (qubit) in 2 supercomputer già esistenti:

  • il supercomputer Joliot Curie di GENCI, l’organizzazione nazionale francese di supercalcolo, con sede in Francia;
  • il supercomputer JUWELS del centro di supercalcolo Jülich, con sede in Germania.

In questo modo il progetto HPCQS diventerà un incubatore per un sistema unico al mondo di calcolo ibrido basato su calcolo quantistico e supercalcolo.

Iniziativa faro sulle tecnologie quantistiche

Nel 2016 i portatori di interessi del settore quantistico europeo hanno pubblicato il manifesto quantistico che ha portato al lancio nel 2018 di un’iniziativa di ricerca e innovazione collaborativa, finanziata dall’UE con 1 miliardo di euro per un periodo di 10 anni: l’iniziativa faro sulle tecnologie quantistiche.

Inizia ora la nuova fase dell’iniziativa faro sulle tecnologie quantistiche (finanziata a titolo di Orizzonte Europa): consoliderà e amplierà la leadership della ricerca europea nelle tecnologie quantistiche e faciliterà lo sfruttamento dei suoi risultati da parte dell’industria. I progetti dell’iniziativa faro sulle tecnologie quantistiche creano e sviluppano tecnologie per le attività a valle (downstream), quali la diffusione di computer e simulatori nell’ambito della EuroHPC o la realizzazione di un’infrastruttura di distribuzione a chiave quantistica (QKD) nell’ambito dell’iniziativa dell’infrastruttura europea di comunicazione quantistica (EuroQCI).

Fonte: Rappresentanza in Italia della Commissione europea