La visita in Ucraina di Draghi, Scholz e Macron

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I tre più importanti capi di stato e di governo dell’Unione Europea si sono recati nella capitale ucraina Kiev giovedì pomeriggio. La decisione dei leader di Italia, Germania e Francia è stata annunciata solamente qualche ora prima, probabilmente per ragioni di sicurezza. Il trio si è recato nello stato sotto assedio tramite treno, entrando attraverso la Polonia, in massima segretezza. 

I tre hanno visitato anche Irpin, altra città martoriata dai bombardamenti russi nelle settimane precedenti. Ad Irpin, i tre pesi massimi si sono soffermati dinanzi ad un graffito che recita “Make Europe not war”, frase molto evocativa, che suona particolarmente importante in vista del Consiglio Europeo di fine Giugno, nel quale si discuterà della possibilità di far accedere l’Ucraina nell’UE.

Inoltre, nelle ultime ore, molte testate giornalistiche hanno riportato che Draghi, Macron e Scholz, in rappresentanza dei loro Paesi, hanno affermato di appoggiare la concessione dello status di candidato membro a favore dell’Ucraina.

La possibilità che L’Ucraina abbia una procedura accelerata e che venga messa sullo stesso piano di Albania e Macedonia del Nord, che aspettano da molti anni, comporterebbe due tipi di criticità. La prima, riguarda la correttezza del processo stesso di adesione. Infatti, l’Albania attende l’ingresso nell’UE dal 22 dicembre 2009, giorno della domanda di adesione, mentre la Macedonia del Nord ha presentato la stessa domanda il 22 marzo 2004    . Entrambi i paesi sono stati riconosciuti come candidati ufficiali, stesso status che verrebbe garantito all’Ucraina in pochissimo tempo. La pratica sarebbe poco corretta anche nei confronti dei paesi con lo status di potenziali candidati, come Kosovo e Bosnia.

Il secondo aspetto, che rappresenterebbe una criticità, riguarda il dissenso da parte di alcuni paesi membri. Paesi Bassi, Portogallo, Danimarca e Ungheria, hanno espresso la loro opposizione a garantire la posizione di candidato ufficiale all’Ucraina in diverse occasioni.

La questione si inserisce anche nel quadro della proposta di Macron di istituire una “comunità politica europea”. La proposta, che è ancora in fase di ideazione, prevederebbe la creazione di una nuova istituzione che andrebbe ad accogliere tutti i paesi terzi desiderosi di accedere nell’Unione Europea.

Il viaggio dei tre leader europei, si inserisce quindi in un contesto molto più ampio, dove la possibilità che l’Ucraina entri nell’Unione Europea produce effetti politici e giuridici di grande portata.