La nuova Strategia forestale dell’UE per il 2030

strategia forestale

Lo scorso 16 luglio la Commissione Europea ha adottato la nuova Strategia forestale per il 2030, un’iniziativa chiave del Green Deal europeo basata sui principi della Strategia dell’Unione Europea sulla biodiversità per il 2030. La Strategia definisce una visione e un insieme di azioni concrete per aumentare la quantità e la qualità delle foreste nell’UE e rafforzarne la protezione, il ripristino e la resilienza e riconosce che le sfide legate alle foreste sono intrinsecamente globali.

Essa contribuirà notevolmente al pacchetto di misure “Fit for 55” per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 e la neutralità climatica per il 2050, rispettando l’impegno ad aumentare l’assorbimento del carbonio dai pozzi naturali. Le foreste sono infatti organismi multifunzionali che agiscono come veri e propri pozzi per l’assorbimento del carbonio a protezione delle città.

Tuttavia, le foreste del continente europeo sono sempre più a rischio, in parte a causa di processi naturali ma anche a causa dell’aumento dell’attività umana e delle pressioni, e subiscono tutti gli effetti dei cambiamenti climatici.

LA SITUAZIONE DELLE FORESTE IN EUROPA E NEL RESTO DEL MONDO

In Europa il 43,5% della superficie terrestre (circa 182 milioni di ettari) è coperta da foreste e terreni boschivi. Se da un lato negli ultimi anni l’area forestale è diventata più grande grazie ai processi naturali, all’imboschimento e alla gestione sostenibile delle risorse naturali, dall’altro lato la perdita di copertura arborea è accelerata e lo stato di conservazione delle foreste non è ottimale.

Come è noto, il cambiamento climatico è uno dei principali fattori di rischio per la conservazione delle foreste: basti pensare solo alle ripercussioni del riscaldamento globale sugli habitat forestali, che negli ultimi anni sono stati colpiti da epidemie di scolitidi, gravi siccità e da nuove forme e modalità di incendi boschivi. Anche il 27% della superficie forestale protetta, che dovrebbe essere più sana rispetto al resto, è in realtà sottoposta a queste continue pressioni climatiche e ambientali.

Anche nel resto del mondo, secondo i più recenti dati FAO del 2020, la superficie forestale continua a diminuire profondamente di una media di 4,7 milioni di ettari all’anno, con la deforestazione che si verifica ad un tasso di 10 milioni di ettari all’anno.

Per tali motivi, la Strategia forestale per il 2030 dell’UE intende fornire un contributo importante agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare all’obiettivo 15, ossia proteggere, ripristinare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire in modo sostenibile le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e invertire il degrado dei suoli e fermare la perdita di biodiversità.

COSA PREVEDE LA STRATEGIA?

La Strategia definisce un quadro politico condiviso dagli Stati membri con l’obiettivo di garantire la crescita, la salute, la diversità e la resilienza delle foreste in Europa, intese come organismi che assicurino i mezzi di sussistenza nelle zone rurali e oltre e sostengano una bioeconomia forestale sostenibile che si basa su pratiche di gestione forestale più sostenibili. Piantare e coltivare nuovi alberi nel pieno rispetto dei principi ecologici favorevoli alla biodiversità e in previsione delle future condizioni climatiche si conferma infatti come uno degli obiettivi principali della Strategia.

Essa comprende dunque misure per rafforzare la protezione e il ripristino delle foreste, migliorarne la gestione e il monitoraggio e l’efficace pianificazione decentralizzata al fine di garantire ecosistemi forestali resilienti e consentire alle foreste di svolgere il loro ruolo multifunzionale.

Inoltre, la Strategia intende anche sostenere le funzioni socioeconomiche delle foreste per favorire la prosperità delle aree rurali e promuovere la bioeconomia. Infatti, il settore forestale fornisce molteplici funzioni e benefici socioeconomici, tra cui posti di lavoro (basti pensare che nel 2018 circa 2,1 milioni di persone in Europa lavoravano nel settore basato sulle foreste), opportunità di crescita nelle aree rurali e funzioni ricreative che contribuiscono alla salute fisica e mentale dei cittadini.

In conclusione, dunque, le foreste e il settore forestale sono una parte essenziale della transizione dell’Europa verso un’economia moderna, climaticamente neutrale, efficiente nell’uso delle risorse e competitiva e la Strategia adottata contribuirà significativamente al raggiungimento degli obiettivi climatici e ambientali che l’Europa si è posta.