La condizionalità sociale della nuova PAC: un primo passo per i diritti dei lavoratori agricoli?

lavoratori agricoli

Più di 10 milioni di persone nell’Unione Europea lavorano in agricoltura. Eppure le varie riforme della Politica Agricola Comune (PAC), non hanno mai intrapreso azioni a tutela dei lavoratori agricoli, tra le categorie più a rischio in quanto a sfruttamento e violazione dei diritti. La nuova PAC attualmente in discussione potrebbe finalmente fare la differenza grazie all’introduzione di una nuova condizionalità.

L’evolversi delle priorità della PAC

La Politica Agricola Comune (PAC) rappresenta uno dei capisaldi dell’Unione Europea, arrivando a rappresentare fino un terzo del suo bilancio. Istituita negli anni Sessanta del Novecento, per anni la PAC è stata l’unica vera politica dell’allora Comunità economica europea (CEE) e, di pari passo con l’evolversi dell’UE, ha subito nei decenni diverse trasformazioni.

Mentre ai suoi esordi la PAC aveva come priorità il sostegno dei prezzi dei prodotti agricoli, a inizio anni ’90 si è incentrata sul sostegno dei redditi agricoli, tramite i c. d. pagamenti compensativi. Una nuova stagione di riforme per le politiche comunitarie è stata poi dettata dall’adozione nel 1997 dell’Agenda 2000. Per l’agricoltura europea ciò si è tradotto nell’affermazione del concetto di multifunzionalità e complementarietà del settore e l’istituzionalizzazione del secondo pilastro della PAC, la politica di sviluppo rurale. Nel 2003 una nuova riforma investe il settore, questa volta focalizzata al miglioramento della competitività dell’agricoltura europea a al rafforzamento dello sviluppo rurale. La c.d Riforma Fisclher, inoltre, introduce la nozione di condizionalità, vale a dire l’obbligo, di rispettare i requisiti in materia ambientale e di sicurezza alimentare, oltre che di benessere e salute degli animali, pena il taglio parziale o totale dei pagamenti diretti. A partire dalla PAC 2014-2020, le politiche agricole europee sono orientate a perseguire gli obiettivi di sostenibilità e innovazione.

Lavoratori agricoli: lavoratori invisibili

L’ultimo report di valutazione dell’impatto della PAC sullo sviluppo territoriale delle zone rurali, pubblicato dalla Commissione europea il 18 febbraio 2021, si concentra proprio sui risvolti socioeconomici della stessa. In generale l’impatto sugli agricoltori europei si conferma positivo, in particolare per i più giovani, tuttavia difficilmente i gruppi rurali più emarginati riescono a godere dei benefici delle politiche agricole europee. Si tratta in particolar modo dell’alta percentuale di lavoratori in nero, europei o extra-europei, che lavorano e vivono in condizioni di sfruttamento, spesso costretti a sottostare alle pratiche del caporalato, in condizioni assimilabili alla schiavitù. Il rapporto pubblicato dall’associazione Terra! pochi giorni fa, E(U)xploitation, conferma che gli Stati dell’Europa mediterranea sono quelli dove è i lavoratori agricoli hanno meno diritti. La Grecia è al primo posto della triste classifica con il 90% della manodopera agricola composta da migranti per la maggior parte pagati in nero.

La condizionalità sociale

Ecco perché sorprende che i pagamenti diretti della PAC siano stati finora soggetti a condizionalità riguardanti il rispetto dell’ambiente, della salute, del benessere degli animali, ma non dei diritti dei lavoratori agricoli. Finalmente nel corso dei negoziati sulla nuova PAC, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2023, il Parlamento europeo ha preso posizione circa la necessità di inserire una condizionalità di tipo sociale. Si tratta di subordinare i sussidi europei per l’agricoltura alla presenza di condizioni di lavoro in linea con la normativa nazionale ed europea e con le convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), dimostrando quindi di garantire contratti regolari, retribuzione, parità di trattamento, rispetto dell’orario di lavoro, salute e sicurezza sociale, rispetto della parità di genere, per tutti i lavoratori del settore. Ancora non sappiamo se la condizionalità sociale proposta dal Parlamento entrerà effettivamente nella nuova PAC. A tal proposito l’EFFAT, il sindacato europeo dei lavoratori agroalimentari, ha promosso una lettera aperta sottoscritta da oltre 300 associazioni, sindacati e personalità del settore. La lettera, inviata alle istituzioni europee impegnate nei negoziati sulla PAC, afferma la necessarietà della condizionalità sociale come primo passo per contrastare lo sfruttamento dei lavoratori agricoli in Europa, senza i quali il caposaldo della politica comunitaria non esisterebbe.