Il Servizio Civile Universale 2018: accessibile anche per giovani titolari di protezione internazionale ed umanitaria

L’Italia ha una lunga tradizione circa l’impiego di volontari in progetti di servizio civile ma solo da quest’anno sono stati riservati 190 posti per giovani titolari di protezione internazionale (ossia rivestire lo status di rifugiato o essere titolare di protezione sussidiaria) o di protezione umanitaria, coperti dal fondo FAMI- Fondo Asilo Migrazione e Integrazione. Un numero particolarmente ristretto considerati i 53.363 volontari totali e la disponibilità da parte del FAMI di finanziare fino a 3.000 posti per titolari di protezione internazionale ed umanitaria, in altri termini un’occasione non pienamente accolta dagli enti che hanno presentato i progetti.

Se è vero che l’obiettivo del Servizio Civile è quello di integrare i giovani nelle realtà odierne e stimolarli in attività di solidarietà sociale, la partecipazione attiva dei richiedenti asilo poteva essere maggiormente valorizzata, rappresentando un’occasione per raccogliere i loro punti di vista e migliorare la società stessa, predisponendola al dialogo e all’ascolto, abbattendo così le diverse logiche discriminatorie.

Nella speranza che le risorse impiegate nel Servizio Civile siano un sostegno a reali percorsi di cittadinanza e d’inclusione sociale e non solo un palliativo per le difficoltà di accesso dei giovani al mercato del lavoro che li spingono a cercare strade alternative, ci auguriamo che i volontari che inizieranno l’esperienza il prossimo anno siano ascoltati e resi partecipi per contribuire, con le loro idee e la loro creatività, allo sviluppo della comunità, indipendentemente dalla loro provenienza, perchè solo così l’integrazione e lo sviluppo può divenire una meta possibile da raggiungere.

Per partecipare al bando c’è tempo fino al 28 settembre 2019, i candidati dovranno selezionare il progetto al quale partecipare e fare domanda al relativo ente proponente.

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