Global Gateway: la nuova strategia di sviluppo globale dell’UE

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Ieri, mercoledì 1° dicembre, durante una conferenza stampa congiunta a cui hanno partecipato la Presidente della commissione von Der Leyein, la Commissaria per i partenariati internazionali Urpilainen e il Commissario europeo per l’allargamento e la politica di vicinato Várhelyi, è stata presentata ufficialmente la strategia Global Gateway.

Già lo scorso settembre, la Presidente della commissione Von der Leyen aveva espresso la volontà di concretizzare una nuova strategia, che operasse nell’ambito della connettività.

“Sulla base di questa strategia intrecceremo partenariati con paesi di tutto il mondo. Vogliamo investimenti in infrastrutture di qualità, che colleghino beni, persone e servizi in tutto il mondo”, aveva detto la Presidente per spiegare la natura dell’iniziativa, aggiungendo infine: “Seguiremo un’impostazione basata sui valori, che offra ai nostri partner trasparenza e buona governance. Vogliamo creare legami, non dipendenze”. In particolare, ad attirare l’interesse dei media, era stato il riferimento al piano di investimenti in Africa per creare un mercato dell’idrogeno verde che metta in collegamento il continente Africano con l’Europa e viceversa.

Con questa iniziativa l’UE mette a disposizione circa 300 miliardi da investire nel periodo compreso tra il 2021 e il 2027 per progetti in linea con le priorità dell’Unione, che possano soddisfare i bisogni delle realtà locali e affrontare le sfide globali, ma allo stesso tempo andare a beneficio degli interessi strategici che l’UE ha nel mondo. L’obiettivo, ha chiarito la Presidente, è “di investire sia nelle infrastrutture materiali che in quelle immateriali, di favorire investimenti sostenibili nei settori digitale, climatico ed energetico, nei trasporti, nella sanità, nell’istruzione e nella ricerca nonché in un quadro favorevole che garantisca condizioni di parità”. Per quanto riguarda l’implementazione, Von der Leyen definisce tre azioni principali che, a suo avviso, risultano necessarie in questo senso: l’utilizzo dell’approccio “Team Europa”, che prevede la partecipazione corale della Commissione europea, dei paesi membri e degli istituti finanziari europei; il coinvolgimento del settore privato, non solo in riferimento al capitale finanziario ma anche alla sfera delle competenze e delle conoscenze tecniche; il dialogo con le leadership politiche. Per quanto riguarda questo ultimo punto, la Presidente ha affermato che il primo test importante sarà il Summit tra l’Unione Europea e l’Unione Africana nella primavera del 2022.

UNA STRATEGIA PER CONTRASTARE LA BELT AND ROAD INITIATIVE DELLA CINA

Molti analisti hanno visto questa iniziativa come un tentativo da parte dell’Unione Europea di arginare la crescente influenza cinese nei paesi in via di sviluppo, dove il governo di Pechino sta spostando sempre più i suoi interessi economici. La Cina ha infatti lanciato da qualche anno un piano di investimenti chiamato “Nuova via della seta” (anche noto come “Belt and Road Initiative”) da ben mille miliardi di dollari, al fine di costruire una potente rete di infrastrutture per allargare il proprio mercato.

Gli investimenti cinesi nei paesi in via di sviluppo di tutto il mondo sono stati molto discussi e criticati dall’Occidente, che li ha giudicati come interventi dannosi per i paesi riceventi. Alcuni di questi hanno infatti lamentato che i progetti realizzati dai fondi cinesi non rispettano i criteri ambientali e le norme in materie di costruzione e, in aggiunta, che gli investimenti di Pechino li hanno appesantiti di un eccessivo debito. Si sarebbe creata una situazione di dipendenza fra le parti, situazione che l’UE assicura non si verificherà nel caso della strategia Global Gateway. Con le parole “Vogliamo creare legami, non dipendenze”, già citate in precedenza, la Presidente von der Leyen sembrerebbe proprio riferirsi a questo fatto e voler in questo modo prendere le distanze da quel tipo di iniziative.