Gli europarlamentari spingono per nuove regole sull’immigrazione e la mobilità dei talenti

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Lo scorso 27 ottobre, la Commissione parlamentare per le libertà civili, la giustizia e gli affari interi ha adottato con 50 voti a favore, 10 contrari e 2 astenuti una relazione in cui si chiede all’Unione Europea di intervenire sul tema dell’immigrazione, definendo nuove regole per chi migra legalmente per motivi di lavoro. La relazione dovrebbe essere votata dai parlamentari proprio questa settimana durante la seduta plenaria del 22 novembre.

A grandi linee, il documento vuole dar vita a un pool europeo di talenti, migliorare la mobilità all’interno dell’Unione Europea e aprire nuovi canali di migrazione regolare. Queste proposte partono dalla volontà di far sì che la complessa questione migratoria possa trasformarsi in un’opportunità vantaggiosa, non solo per il migrante ma anche per la stessa Unione, che potrebbe così beneficiare di un maggior gettito fiscale, nonché di nuove forze utili alla crescita economica e tecnologica. Il calo demografico che i paesi europei stanno vivendo determinerà, nell’imminente futuro, l’emergere di nuove sfide che potrebbero essere combattute proprio grazie alla presenza di nuova forza lavoro. L’obiettivo del testo è quindi quello di creare un sistema più efficace, in grado di selezionare le figure di cui il mercato del lavoro ha bisogno e assicurarne l’efficace inserimento e l’effettiva integrazione nella società europea.

Inoltre, già nel maggio del 2021, il Parlamento aveva evidenziato in una risoluzione la necessità di rafforzare i canali di migrazione regolare in quanto “aiuterebbe a ridurre la migrazione irregolare e lo sfruttamento del lavoro, migliorerebbe le pari opportunità per tutti i lavoratori e fornirebbe una via legale per coloro che intendono migrare nell’Unione”.

Il pool europeo di talenti e altri strumenti

Nella relazione i parlamentari propongono un pool europeo di talenti a cui affiancare una piattaforma digitale, che permetta ai datori di lavoro dell’UE di trovare facilmente i profili più adatti per la posizione vacante. Alla Commissione europea viene poi richiesto di affiancare alla Carta blu UE per i migranti altamente qualificati, una legislazione più accurata e comprensiva per i migranti scarsamente e mediamente qualificati. Secondo la Commissione parlamentare dovrebbe essere introdotto un ampio sistema di ammissione per imprenditori e lavoratori autonomi, ma anche per quelle professioni altamente mobili quali artisti e intellettuali. Si propone infine che venga conferito a imprenditori e lavoratori autonomi un visto di 5 anni per ingressi multipli.

In tutto questo, i parlamentari suggeriscono che le ambasciate dei paesi membri o gli uffici dell’UE locati in paesi terzi potrebbero essere utilizzati anche per fornire informazioni riguardanti le modalità di immigrazione regolare nell’UE.

Nuove regole per la mobilità

La Commissione ha esposto l’esigenza di rivedere la legislazione attualmente in vigore per quanto concerne la possibilità di spostamento e residenza fra gli stati membri. La proposta è di abbreviare da 5 a 3 anni il periodo necessario per ottenere un permesso di soggiorno di lungo periodo e di riconoscere ai migranti di paesi terzi, in possesso di tale permesso in un dato paese dell’UE, la possibilità di risiedere in un altro stato membro. Per quanto riguarda i lavoratori stagionali viene prevista l’introduzione di un periodo di 3 mesi in cui, dopo la conclusione dell’impiego per cui il permesso è stato concesso, al soggetto interessato non viene revocato il permesso e può quindi cercare una nuova opportunità di lavoro.