Diritto aborto in UE: il Parlamento europeo per includerlo nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE

Diritto aborto in UE

Il Parlamento europeo torna a ribadire, dopo la risoluzione del 9 giugno, l’importanza di tutelare il diritto all’aborto per le donne in UE e in tutto il mondo. I deputati condannano nuovamente il deterioramento dei diritti sessuali, riproduttivi e alla salute delle donne negli Stati Uniti e in alcuni Paesi UE.

In una nuova risoluzione del 7 luglio, il Parlamento ha chiesto di inserire il diritto all’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Il testo, non legislativo, è stato approvato con 324 voti favorevoli, 155 contrari e 38 astensioni. I deputati ora intendono presentare al Consiglio europeo una proposta per modificare l’articolo 7 della Carta così da includere il diritto all’aborto.

Questo intervento arriva tempestivamente dopo che , il 26 giugno, la Corte suprema degli USA ha abolito la sentenza sul diritto all’aborto. I deputati europei esprimono pieno sostegno e solidarietà alle donne negli Stati Uniti che purtroppo stanno vedendo negati sempre più dei diritti fondamentali e basilari. Per questo motivo è intenzione del Parlamento chiedere al Congresso degli Stati Uniti di approvare un progetto di legge che tuteli l’aborto a livello federale.

Il diritto all’aborto è messo seriamente a rischio anche in alcuni Paesi dell’UE. Per questo il Parlamento europeo esorta anche i Paesi UE a depenalizzare l’aborto, a eliminare e combattere le rimanenti restrizioni giuridiche, finanziarie, sociali e pratiche in alcuni Stati membri.

Tutti i Paesi dell’UE dovrebbero garantire l’accesso a servizi di aborto sicuri, legali e gratuiti, oltre che a servizi di assistenza sanitaria prenatale e materna. La Commissione europea e gli Stati membri dovrebbero intensificare, secondo i deputati, il loro sostegno politico a favore dei difensori dei diritti umani e dei prestatori di assistenza sanitaria che lavorano per far progredire la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti.

Fonte dal sito del Parlamento europeo qui