Crimini di guerra in Ucraina: il Parlamento adotta la proposta per rafforza mandato Eurojust

Eurojust

Di seguito si riporta una parte del comunicato stampa della Commissione europea tradotto in italiano.

Il Parlamento europeo ha adottato oggi la proposta della Commissione di rafforzare il mandato di Eurojust per la raccolta e la conservazione delle prove dei crimini di guerra. In seguito all’accordo provvisorio raggiunto ieri dagli ambasciatori dell’UE, spetterà ora ai ministri dell’UE adottare formalmente il regolamento Eurojust modificato prima che possa entrare in vigore.

In questa occasione, la Vicepresidente per i Valori e la Trasparenza Věra Jourová e il Commissario per la Giustizia Didier Reynders hanno dichiarato:

“Le atrocità commesse in Ucraina non devono rimanere impunite.

È in corso una mobilitazione senza precedenti di procuratori nazionali e internazionali che collaborano per assicurare i responsabili alla giustizia. Per questo, le prove sono fondamentali. A causa del conflitto in corso in Ucraina, queste prove non sono al sicuro in Ucraina. Abbiamo bisogno di un deposito centrale di riserva, dove le prove possano essere conservate e valutate in modo sicuro.

L’UE sta facendo la sua parte. Il rapido accordo sul rafforzamento del mandato di Eurojust è un’altra prova della nostra determinazione e unità. Accogliamo con favore l’impegno del Parlamento europeo e del Consiglio, sotto la Presidenza francese, a trovare un accordo sulla nostra proposta presentata solo il mese scorso. Eurojust sarà ora in grado di fungere da centro per la conservazione, l’archiviazione e l’analisi delle prove dei crimini di guerra.

Ricordiamo le atrocità commesse a Bucha, Krematorsk e altre città ucraine. L’UE farà tutto ciò che è in suo potere per chiamare a rispondere chi le ha commesse. Non si potrà sfuggire alla giustizia”.

Il mandato rafforzato consentirà a Eurojust di:

  • conservare, analizzare e archiviare le prove a livello centrale;
  • scambiare tali prove con le autorità nazionali, la Corte penale internazionale (CPI) e altri Paesi, nel pieno rispetto del quadro normativo dell’UE in materia di protezione dei dati;
  • trattare altri tipi di prove digitali, come video, file audio e immagini satellitari.