Azione esterna UE: pubblicato il rapporto 2017

Oltre 300mila beneficiari diretti di azioni in materia di prevenzione dei conflitti e sostegno alla pace, oltre un milione di persone destinatarie di consulenze per il settore agricolo e altrettante hanno avuto accesso a servizi di energia sostenibile. E ancora: 84mila insegnanti formati e 4.100 km di strade costruite o sottoposte ad attività di manutenzione. 13.000 aziende hanno avuto accesso al credito e circa 200mila persone hanno beneficiato di programmi dedicati all’occupazione. Sono i principali dati del Rapporto 2017 sull’implementazione dell’Unione Europea degli strumenti di finanziamento dell’azione esterna nel 2016.

I programmi coinvolti sono:
DCI: Strumento per la cooperazione allo sviluppo;
EIDHR: Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani;
IcSP: Strumento per la Stabilità e la Pace;
ENI: Strumento per la politica di vicinato;
IPA: Strumento di preadesione;
Pi: Strumento di partenariato.

“ll 2016 – si legge nel rapporto – è stato un altro anno di sfide profonde interne e all’estero. Tensioni continue sul confine europeo orientale, in Medio Oriente, e in Africa hanno colpito direttamente la sicurezza dei nostri cittadini. Nel mezzo di questa incertezza, siamo stati fedeli ai valori fondanti resistendo alla tentazione di ritirarsi dietro i confini. Abbiamo continuato a mostrare solidarietà a coloro che hanno più bisogno”.

Il report affronta tutti gli aspetti delle attività e degli impegni europei nella cooperazione e lo sviluppo internazionale. L’Europa e gli Stati membri sono i principali donatori a livello mondiale. Gran parte degli aiuti va ai paesi più poveri e meno sviluppati. In particolare, la Commissione europea ha erogato da sola oltre 10,3 miliardi di euro nel 2016 in assistenza allo sviluppo globale per conto dell’Europa. Gli obiettivi sono la riduzione della povertà nel mondo, la garanzia di una sostenibilità economica, sociale e ambientale, lo sviluppo e la promozione della democrazia, dello stato di diritto, del buon governo e rispetto dei diritti umani.

Il report contiene anche una panoramica delle metodologie e dei risultati dei progetti e dei programmi finanziati e gli allegati finanziari per regione, settore e strumento. Dal punto di vista finanziario, nel 2016, gli esborsi europei per programmi di cooperazione allo sviluppo rappresentano il 10% del budget europeo. E’ l’ENI lo strumento in testa per budget impegnato (2.352 milioni di euro).

Grazie agli sforzi europei quasi 200.000 persone hanno ricevuto nuove competenze e formazione per migliorare il loro lavoro e le loro prospettive; più di 1 milione ha ottenuto l’accesso a fonti di energia sostenibile e oltre 12 milioni di ettari del patrimonio e biodiversità sono stati protetti. Questa è solo un’istantanea delle tante storie di speranza che sono raccontate nel rapporto.