Consultazione sul futuro dell’UE: ecco come i cittadini si esprimeranno sui possibili scenari

Nel marzo del 2017 la Commissione Europea ha presentato il Libro bianco sul futuro dell’Europa, un documento che ha rappresentato il punto di partenza di un percorso di riflessione da parte di autorità politiche e cittadini con lo scopo di arrivare ad una visione sul futuro dell’Unione Europea il più possibile condivisa e capace di affrontare le numerose sfide presenti e future.

Come parte di questo percorso, la Commissione ha pubblicato sul proprio portale  una consultazione online in cui viene data la possibilità a tutti i cittadini europei di esprimere un’opinione sulle tematiche illustrate dal Libro bianco e sui possibili scenari futuri dell’UE.

Tra temi principali: immigrazione, ambiente, sicurezza e terrorismo, disuguaglianze economiche e sociali, sviluppo tecnologico e sanità. A fare da cornice a queste tematiche specifiche ai cittadini viene chiesto di esprimere un’opinione fondamentale sul livello presente di integrazione e armonizzazione delle politiche dei paesi dell’Unione Europea e sulle future decisioni riguardanti una maggiore o minore integrazione.

Ed è proprio il livello di integrazione il criterio sulla base del quale la Commissione ha presentato nel Libro bianco cinque possibili futuri scenari dell’UE. Il primo scenario illustrato prevede infatti che i Paesi dell’Unione proseguano con il programma di riforme già avviato e mantengano sostanzialmente gli obiettivi già individuati per il futuro. Nel secondo scenario l’UE focalizza i suoi sforzi sull’attuazione delle politiche del mercato unico e affida la risoluzione di nuove questioni politiche ad accodi bilaterali tra paesi.

Il terzo scenario prevede la nascita della cosiddetta “Europa a due velocità”, un’Unione in cui un gruppo di paesi “volenterosi” possa decidere di proseguire verso un’integrazione più ampia e profonda senza coinvolgere gli Stati Membri contrari.  Nel quarto scenario illustrato dal Libro bianco, l’UE concentra i propri sforzi e le proprie risorse su delle priorità ristrette che vengono affrontate più efficacemente a scapito però dei settori non identificati come prioritari. Il quinto e ultimo scenario, forse il più ottimistico, prevede un impegno maggiore da parte di tutti gli Stati Membri nel condividere risorse, poteri e processi decisionali.