Bilancio UE 2017, tra giovani e crisi migratoria

Bilancio UE

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Dopo giorni di negoziati, il 18 novembre si è finalmente giunti ad un accordo di compromesso per l’approvazione del bilancio 2017 dell’UE. I problemi erano iniziati al momento dell’approvazione della revisione del bilancio 2014-2020 di medio termine: l’Italia aveva infatti minacciato di porre il veto sul nuovo bilancio se le sue richieste, riguardo l’aumento dei fondi da mettere a disposizione per affrontare l’emergenza dell’afflusso di migranti verso i Paesi dell’area mediterranea ed il sostegno all’occupazione giovanile, non fossero state accolte. L’Italia si è comunque astenuta nella votazione che ha dato l’ok all’accordo.

Cosa prevede, in breve, il nuovo bilancio 2017? Innanzitutto un incremento dell’1,7% degli impegni economici da parte dell’UE, pari alla somma di 157,9 miliardi e una riduzione dei pagamenti di 134,5 miliardi, ossia l’1,6%. Sono aumentate le risorse dedicate all’emergenza migranti e all’occupazione giovanile: +11,3%, pari a 5,91 miliardi per affrontare la crisi dei rifugiati, +12%, ossia 21,3 miliardi, destinati alla crescita e all’occupazione. Riguardo ciò, in particolare, il programma Erasmus+ vedrà un aumento del 19% dei fondi destinati, ossia 2,1 miliardi; lo Youth Employment Initiative vedrà destinati invece 500 milioni di stanziamenti extra.

Questi aggiustamenti non sono però bastati all’Italia: nonostante infatti le richieste italiane siano state parzialmente accolte, nella parte relativa all’aumento di fondi destinati ai programmi Erasmus+, Horizon 2020 e alla Youth Initiative, lo scontento italiano riguarda in particolare la riduzione delle risorse per i Paesi del Mediterraneo, i più colpiti dalla crisi migratoria in corso: il finanziamento è infatti passato da 340 milioni a 332 milioni.

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