Altre otto piattaforme online aderiscono al Codice di Condotta sulla Disinformazione promosso dall’UE

Otto nuovi firmatari potenziali del mondo delle piattaforme online e dei social network hanno aderito al processo di revisione del Codice di Condotta sulla Disinformazione e si sono dichiarati pronti ad assumere impegni secondo la versione rafforzata.

Il Codice mira a raggiungere gli obiettivi individuati dalla comunicazione della Commissione europea presentata nell’aprile 2018, che comprendono un’ampia gamma di impegni: dalla trasparenza nella pubblicità politica alla chiusura degli account falsi e alla demonetizzazione dei fornitori di disinformazione. Include inoltre un allegato che identifica le migliori pratiche che i firmatari applicheranno per rispettare gli impegni.

Si è trattato della prima volta al mondo in cui l’industria dei servizi digitali, della pubblicità e dei media ha concordato, su base volontaria, degli standard di autoregolamentazione per combattere la disinformazione. Il Codice di condotta è stato firmato dalle piattaforme online FacebookGoogle e TwitterMozilla, oltre che da inserzionisti e parti dell’industria pubblicitaria nell’ottobre 2018. I firmatari hanno poi presentato le loro tabelle di marcia per l’attuazione. Microsoft ha aderito nel maggio 2019, mentre TikTok è diventato un firmatario nel giugno 2020.
L’elenco dei potenziali nuovi firmatari comprende piattaforme video online come Vimeo, nuovi tipi di social network come Clubhouse e fornitori di tecnologie pubblicitarie come DoubleVerify, oltre a organizzazioni che forniscono competenze specifiche e soluzioni tecniche per combattere la disinformazione, come AvaazGlobsecLogicallyNewsGuard e WhoTargetsMe.

Věra Jourová, Vicepresidente per i Valori e la trasparenza, ha dichiarato: “Sono lieta di vedere che nuovi attori dei settori pertinenti rispondono al nostro invito e si impegnano nella revisione del codice di buone pratiche. Esorto gli altri portatori di interessi, tra cui le piattaforme, i servizi di messaggistica e gli operatori dell’ecosistema della pubblicità online, ad aderire il prima possibile per partecipare attivamente a tale processo. Il codice rafforzato non può deludere le aspettative che abbiamo espresso negli orientamenti di maggio. Gli operatori online hanno responsabilità particolari per quanto riguarda la diffusione e la monetizzazione della disinformazione: è necessario che essi diventino intrinsecamente più trasparenti, responsabili e sicuri.”