Afghanistan, l’UE richiede l’immediata riapertura alle ragazze delle scuole di secondo grado

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In una dichiarazione in merito a quanto sta avvenendo in Afghanistan, l’Alto rappresentante Josep Borrell ha affermato che “l’Unione europea e i suoi Stati membri, insieme ai partner internazionali, hanno condannato la decisione dei talebani di negare fino a nuovo ordine l’istruzione secondaria per oltre un milione di ragazze afgane” e che tale decisione viene ritenuta “una palese violazione del diritto fondamentale all’istruzione per tutti i bambini, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e da diversi strumenti internazionali sui diritti umani, di cui l’Afghanistan è uno stato parte. Nessuna ragione religiosa o sociale potrebbe mai giustificare una tale disparità di trattamento”.

“Questa decisione erode ulteriormente le possibilità dei Talebani di ottenere la legittimità interna che cercano, che dovrebbe essere guadagnata con un governo inclusivo e responsabile piuttosto che attraverso l’uso della forza e della violenza”, ha scritto Josep Borrell, sostenendo che con la scelta di negare l’istruzione alle ragazze mina ancor di più la credibilità dell’Afghanistan difronte ai partner internazionali. Borrell ha poi aggiunto che “nonostante la presa di potere militare dei talebani in Afghanistan nell’agosto dello scorso anno, l’UE, tra gli altri partner, ha optato per una politica di impegno mirato e di principio nell’interesse del popolo afgano” e ha poi paventato la possibilità che se non viene velocemente ritrattata, “la decisione dei talebani […] avrà implicazioni di vasta portata sull’aspetto nella costruzione di un rapporto fiducia che tale impegno richiede”.