20 giugno: Giornata Mondiale del Rifugiato

Si rinnova l’impegno e la volontà di organismi governativi e non  a far fronte alla crisi umanitaria

 

Al fine di intensificare gli sforzi per prevenire i conflitti e contribuire alla pace l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso di celebrare la giornata del rifugiato il 20 giugno di ogni anno con la Risoluzione 55/76. Il documento è stato approvato il 4 dicembre 2000 in occasione del 50° anniversario della convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status di rifugiato.

Dati di Amnesty International affermano che attualmente nel mondo ci sono 21 mln di rifugiati (0,3% della popolazione globale).  La situazione dei 4,8 mln di rifugiati siriani ha ricevuto molta attenzione da parte dei media mettendo in ombra la situazione di altri gruppi che sono sfollati da molti anni, come gli oltre 5 mln palestinesi nel Medio Oriente, 2,7 mln di afghani in Pakistan e 1,1 mln di rifugiati Somali prevalentemente in Kenya.

Attualmente la gran parte di loro sono ospitati presso paesi in via di sviluppo, aggravando una situazione già precaria e spesso drammatica. Emblematico è il caso del Libano: Stato di 5,8 mln di persone, in passato dilaniato dal conflitto civile del 1975- 1990, che ospita attualmente una popolazione di 1,5 mln rifugiati siriani e palestinesi.

Di fronte a questa crisi umanitaria gli stati più sviluppati hanno fallito l’obiettivo di condividere la responsabilità nella gestione di una catastrofe umanitaria che ha già proporzioni notevoli .

 Lo scorso 19 settembre 2016 nel corso del “High Level Plenary Meeting” i leader dei Paesi delle Nazioni Unite hanno siglato un documento in cui si impegnavano a ridurre l’impatto della crisi dei rifugiati senza però concordare un piano programmatico che potesse tradursi in azioni concrete.

Di fronte alla persistente situazione di crisi le organizzazioni internazionali hanno lanciato varie campagne globali per attirare l’opinione pubblica sul problema dei rifugiati. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite ha lanciato la campagna #WithRefugees con lo scopo di far conoscere i rifugiati attraverso i loro occhi e le loro storie.  La campagna ha dei partner d’eccezione, come l’AS Roma. L’intento degli organizzatori è quello di continuare a fare pressione fino alla forma del “The Global Compact for Refugees” da parte dei paesi ONU.

Anche Amnesty International è molto attiva sul lato rifugiati attraverso la campagna #IWelcome chiedendo agli Stati la condivisione delle responsabilità attraverso l’apertura di canali legali e controllati per l’attraversamento dei confini e la messa a disposizione di maggiori luoghi per il reinsediamento sicuro dei rifugiati.

A ciò si aggiunge l’impegno di tante altre associazioni impegnate nell’assistenza dei rifugiati, tra cui Save the Children e Medici Senza Frontiere, che sono impegnate in prima persona al fianco della Marina Militare e la Guardia Costiera nelle missioni di salvataggio in alto mare. Ancora Sant’Egidio, che con la collaborazione della Chiesa Valdese ed il Ministero dell’Interno, ha aperto dei canali ufficiali attraverso cui, tra febbraio 2016 e marzo 2017, con degli speciali visti umanitari sono già arrivate 700 persone.

 Quest’anno anche noi di Progeu ci associamo alla comunità delle organizzazioni internazionali e le altre associazioni per chiedere alla comunità internazionale una risposta concreta alla peggiore crisi di rifugiati dal dopo guerra ad oggi.