10 giugno: Roma Pride

Roma Pride 2017
L’appuntamento con le bandiere arcobaleno sotto il cielo di Roma

 

Anche quest’anno, con il Patrocinio di Roma capitale, il 10 giugno, le strade del centro di Roma saranno attraversate dai festosi carri della parata del Gay Pride e da tutte quelle persone che condividono i valori di democrazia, laicità, parità, diritti e libertà contro ogni tipo di discriminazione. Attese 20 mila persone.

“Scopriamoci – Corpi senza confini” sarà lo slogan della manifestazione, una manifestazione, va sottolineato, sempre pacifica e all’insegna dell’allegria, che non ha mai avuto nella sua storia manifestazioni di violenza o aggressività.

Questo “baraccone”, come da molti definito, principalmente per i carri a tema, è invece una forma alternativa, ma serissima, solida e forte per andare contro ogni muro e ogni confine. L’obiettivo della comunità Lgbtq è sempre lo stesso, importantissimo: combattere ogni totalitarismo, ogni forma di razzismo, di discriminazione, rimuovendo ostacoli mentali e fisici, affinché gli istituti giuridici italiani riconoscano ciò che nel resto d’Europa già esiste, il riconoscimento di diritti come quelli dell’adozione e del matrimonio.

“Scopriamoci”, si legge nel documento ufficiale di presentazione di questo Gay Pride, “è l’invito che facciamo a tutte le persone che riconoscono nel Roma Pride una grande manifestazione di liberazione e di lotta”, battendosi “contro ogni forma di sopruso, autoritarismo e totalitarismo, facendo propri i principi dell’antifascismo, dell’antisessismo e dell’antirazzismo”. E questi ideali hanno chilometri di strada fatta e una lunga memoria, che risale al 1969 quando la comunità Lgbtqi di New York, partendo da Stonewall, scese in strada e manifestò contro i continui soprusi e le violenze di chi voleva costringerla a rimanere nell’ombra, senza voce, senza diritti, semplicemente perché non era omologata al modello che la società del tempo proponeva. Questa comunità ha continuato a far sentire la sua voce, a pretendere ciò che gli spetta di diritto, al pari di chiunque altro, iniziando negli anni ’80 con la sanità e il diritto alle cure, dopo le discriminazioni dei primi omosessuali malati di HIV, che furono lasciati da soli, non curati, se non da altri omosessuali della comunità. Ma la storia si scrive ogni giorno e per questo, su iniziativa del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli,verrà consegnata ai consiglieri regionali del Mpd e del Pd la prima proposta di legge regionale per il Lazio contro l’omo-transfobia. L’iter di inserire una legge contro l’omofobia e la transfobia è particolarmente tormentato. Nell’ aprile 2016, infatti, dopo dieci anni di tentativi e proposte, il Consiglio Regionale dell’Umbria ha approvato una legge contro l’omotransfobia. La strategia è quella, partendo da situazioni regionali, di costringere la politica nazionale a prendere in esame e a occuparsi di nuovo di questioni che riguardano i diritti della comunità Lgbtq. Mario Colamarino, Presidente del Circolo di Cultura omosessuale, ha dichiarato: “La regione Lazio ospita la capitale e le maggiori istituzioni politiche del Paese. Legiferare, prendere posizione ha un significato enorme. Continuiamo a dare respiro così a un movimento trasversale che spinga tutte le regioni d’Italia e gli enti locali a garantire, nell’ambito delle proprie competenze, la piena tutela per le persone Lgbt.” L’importanza del Pride nella capitale è notevole, poiché di fatto è la più grande iniziativa in Italia e la manifestazione con maggior risonanza. L’appuntamento è il 10 giugno alle ore 15 presso Piazza della Repubblica, con partenza della parata alle ore 16, che si snoderà nelle principali strade e piazze del centro di Roma fino a Piazza della Madonna di Loreto.